La Via di Pietro
Durata 1 ora 35 minuti
Partecipazione gratuita
La partenza della camminata è alle ore 9 del 29 giugno con appuntamento alle ore 8.30. Ma puoi partire a qualsiasi ora. Si può camminare da soli o in gruppo.
Si parte dalla Basilica di Santa Pudenziana (Via Urbana 160).
Alla Partenza
Si ritira il “passaporto dell’Apostolo” che certifica la partecipazione e permette di raccogliere le “credenziali” ad ogni tappa visitata.
Il Tragitto
Ad ogni tappa si potrà ricevere la mappa con tutte le tappe del percorso, inoltre, troverai ad accoglierti un gruppo di volontari di diverse Parrocchie romane.
L’accesso ai Fori (parco archeologico del Colosseo) per i partecipanti è gratuito.
Sarà possibile accedere all’area archeologica del foro romano unicamente attraverso l’ingresso denominato “Foro Romano 1” (come da mappa) nei pressi di Via di San Teodoro. All’ingresso verrà emesso il biglietto di ingresso gratuito per i partecipanti previa esibizione del passaporto dell’apostolo e di un documento di riconoscimento.
All’Arrivo
Fino alle ore 19, a Piazza San Pietro, sotto l’Obelisco, riceverai la “pietruzza” benedetta.
Le Tappe
Basilica di Santa Pudenziana
Situata presso via Urbana - un tempo vicus patricius - si trova non distante dalla Suburra, su un poggio alle spalle del colle viminale, sul luogo dove sorgeva la casa del Senatore Pudente. Recenti scavi archeologici hanno portato alla luce una casa patrizia con tre peristili dove la tradizione vuole che san Pietro abbia vissuto per nove anni. Nascosto nella parte più interna della casa, Pietro ha possibilità di guidare la Comunità cristiana di Roma protetto dall’autorità di un Senatore. Nell’abside della Basilica si trova uno dei mosaici cristiani più antichi, risale infatti al V secolo, e vi è ritratta la “Nuova Gerusalemme” dai tetti d’oro, Cristo seduto sul trono imperiale con il titolo di “Dominus conservator ecclesiae Pudentianae” accanto a Pietro e Paolo incoronati come vincitori in mezzo al senato degli apostoli (nell’impianto originario del mosaico) ed in alto, accanto alla Croce gemmata, i simboli tetramorfi dell’apocalisse.
San Pietro in Vincoli
La Basilica è molto conosciuta per la celebre scultura del Mosè di Michelangelo ma a Roma è il più antico titolo legato ai XII apostoli. La storia di due matrone romane, madre e figlia, è legata a questo luogo: Elia Eudocia, recatasi in pellegrinaggio in Palestina ricevette dal Patriarca di Gerusalemme le catene che strinsero Pietro nel carcere durante la prigionia subita per ordine di Erode Agrippa; Licina Eudossia sua figlia le portò a Roma e, nel consegnarle a papa Leone Magno, che le accostò a quelle che avevano incatenato l’apostolo al carcere mamertino, queste si fusero in un’unica catena. Il simbolo dell’unità tra le due Chiese, quella dei Giudei e quella dei Gentili, si ripropone in questa unione tra le due catene. Nonostante fosse passato molto tempo dagli inizi della Chiesa molto forte era l’anelito alla comunione delle due Chiese, ad indicare anche - su un piano più politico - i rapporti tra l’Occidente e l’Oriente.
Basilica di Santa Francesca Romana
Situata nel parco archeologico dei Fori imperiali fu costruita sulle vestigia del tempio della dea Roma. Il nome originario della Basilica è quello di Santa Maria la Nova, per distinguerla da Santa Maria antiqua, situata molto vicina, sotto il palazzo di Tiberio, alle pendici del Palatino. Rimanendo la “antiqua” allagata dalle frequenti alluvioni del Tevere fu costruita la “nova” in una zona più alta. Ancora oggi vi si può venerare l’immagine della glikofilousa, una delle più antiche immagini della Vergine Maria venerate nel mondo. La chiesa ha poi preso il nome della santa che con la sua carità ha alleviato le miserie di tanti romani nel XV secolo, ma conserva nel transetto destro due basoli della Via sacra dei fori: un tempo si trovavano al centro della chiesa, luogo nel quale la Tradizione ricordava la preghiera di Pietro – inginocchiato su quei basoli – mentre Simon Mago incantava tutti con i suoi prestigiosi e spettacolari voli. Per la preghiera dell’apostolo, alla presenza dello stesso imperatore Nerone secondo la tradizione, Simon mago precipitò dall’alto non avendo più l’ausilio dei demoni che lo sostenevano sospeso in aria. Simone mago, personaggio che troviamo negli Atti degli Apostoli, è considerato dagli antichi cristiani il padre di ogni eresia, per cui il significato di questa memoria ci aiuta a comprendere quanto l’errore e la menzogna abbiano sempre bisogno di “effetti speciali” per imporsi, mentre la verità, anche se negletta perché si veste di semplicità, alla fine trionfa.
Carcere Mamertino
Oggi il carcere non incute più il timore di un tempo, quando nella sua parte più profonda, il “Tullianum”, ha custodito i nemici più acerrimi di Roma Giugurta, Lentulo complice di Catilina, Vercingetorige, Seiano al tempo di Tiberio. Nella parte superiore del Tullianum sorse circa un secolo dopo un’altra area denominata “Carcer Mamertinum” più volte ristrutturata nel periodo repubblicano e all’inizio dell’Impero. La tradizione cristiana ci consegna Pietro e Paolo tradotti in questo carcere prima dell’esecuzione della condanna, al tempo di Nerone, durante la persecuzione seguita allo scoppio del grande incendio di Roma. Nel carcere i due apostoli fecero sgorgare una polla da un luogo dove si era prosciugata l’acqua e con essa battezzarono i carcerieri Martiniano e Processo ed altri quarantadue prigionieri. Questo luogo fu destinato alla preghiera dei pellegrini già dal tempo di papa Silvestro che vi consacrò un altare e nei secoli seguenti la loro devozione vi ha lasciato moltissime tracce che si possono ammirare nel Museo allestito dall’Opera Romana Pellegrinaggi che custodisce questa memoria apostolica.
Basilica di San Marco al Campidoglio
Basilica di San Marco al Campidoglio, la chiesa non è accessibile per lavori. La "tappa" e il presidio di accoglienza sarà predisposto nel giardino antistante la Basilica.
Fondata da papa Marco nella prima metà del IV secolo, si trova sulla casa che la tradizione attribuisce quale abitazione dell’evangelista Marco, discepolo di Paolo e di Pietro. In questo luogo Giovanni Marco (questo il nome completo dell’evangelista) avrebbe composto il Vangelo che porta il suo nome, per la Comunità cristiana di Roma. Essendo il più antico dei quattro testi evangelici, Marco è anche l’inventore del genere letterario del Vangelo, riportando nella sua narrazione l’insegnamento di Paolo e di Pietro. Marco era legato da una antica conoscenza con Pietro tenendo conto del fatto che, una volta liberato dal carcere a Gerusalemme, questi trovò rifugio nella grande casa di sua madre Maria. Durante la sua lunga storia la basilica ha subito molte trasformazioni a partire dall’orientamento che fu invertito nel V secolo per cui l’altare si trova oggi dove al principio c’era l’ingresso. Inoltre sia per le piene del Tevere da cui veniva costantemente investita, sia per le scorribande e i saccheggi dei Goti, dei Longobardi e anche dei Bizantini, la chiesa fu restaurata più volte, fino a diventare al tempo di Papa Paolo II, Pietro Barbo veneziano che già da cardinale titolare aveva fatto costruire accanto alla Chiesa il proprio palazzo, parte del complesso del palazzo San Marco o palazzo Venezia come lo conosciamo oggi.
Chiesa di Santa Maria in Via Lata
Una delle chiese barocche più belle di Roma, annessa al palazzo dei Doria Panphili, Santa Maria in Via Lata custodisce nella sua cripta i resti di una casa o di un portico del primo secolo che la tradizione cristiana attribuisce ad abitazione dell’evangelista Luca, e quindi alla frequentazione degli apostoli Pietro e Paolo. L’antica tradizione vi venera anche san Marziale tra gli apostoli anche se è un culto che si è attestato più tardi. In questi ambienti tra il VII e l’XI secolo la presenza di monaci di rito orientale ha impregnato queste antiche mura di incensi e preghiere, oltre che decorarle con pregevoli pitture, molte delle quali sono state staccate e portate in luoghi più idonei alla conservazione, visto il luogo molto umido. Una colonna con una catena che le si avvolge intorno riporta una scritta con le parole di san Paolo a Timoteo (2Tim 2, 10) “La Parola non è incatenata”, alludendo alla presenza di Paolo a Roma in catene, cioè in libertà vigilata. Le suore Figlie della Chiesa che custodiscono il luogo offrono nell’aula liturgica la possibilità di sostare in adorazione davanti al Ss.mo Sacramento durante il giorno, mentre nell’altare principale si può venerare una delle più belle icone della Deesis, la “Madonna avvocata”, che si trovi in Roma.
Basilica di Santa Maria del Popolo
Nel luogo dove fu eretta la catasta per l’incinerazione del corpo di Nerone e dove furono deposti i suoi resti presso il Sepolcro dei Domizi, alle pendici del Pincio, era cresciuto un boschetto di pioppi (populus in latino) dove si aggiravano ombre sinistre. Lo spettro di Nerone incuteva ancora timore ai Romani al tempo di Papa Pasquale II il quale ne fece distruggere la tomba e disperdere le ceneri, fece esorcizzare il luogo e nel 1099 vi eresse una cappella dedicata a Maria: ampliata nei secoli sarebbe diventata l’attuale Santa Maria del popolo (appunto del “pioppo”). La porta Flaminia che vi è accanto sorse invece nel III secolo nelle mura aureliane, il cui perimetro aveva inglobato il boschetto dei pioppi e il mausoleo dei Domizi. Una volta costruita la Chiesa attuale da papa Sisto IV, l’icona della Vergine Maria che è posta in trono sull’altare maggiore, oltre a proteggere Roma dallo spettro dell’imperatore che ordinò l’uccisione di Pietro e Paolo, è anche la protettrice della porta più importante della Città. Nella parte esterna la porta, realizzata tra il 1562 e il 1565 da Giovanni Lippi, si ispira all’Arco di Tito ed ha quattro colonne che provengono dall’antica Basilica di san Pietro mentre, nelle nicchie laterali, vi sono le statue dei santi Patroni di Roma Pietro e Paolo a guardia di essa. La chiesa conserva la più famosa rappresentazione della crocefissione di Pietro e della conversione di Paolo.
Basilica di San Pietro
Sorge sul colle Vaticano che dominava il circo di Caligola, dove l’imperatore aveva fatto erigere il grande obelisco di granito rosa fatto giungere da Alessandria in Egitto e che adornava la spina centrale dell’arena. Sotto l’imperatore Nerone, in seguito all’incendio di Roma nel circo furono uccisi i protomartiri romani insieme a Pietro, che fu crocifisso e sepolto poco distante, alle pendici del colle. Costantino fece erigere una memoria sul sepolcro di Pietro e fece costruire una grandiosa basilica a cinque navate per la cui realizzazione fece sbancare buona parte della collina. All’antica basilica, sopravvissuta per 12 secoli, si sostituì la Basilica attuale nel periodo rinascimentale, dal 1506 - posa della prima pietra di papa Giulio II - al 1626, quando papa Urbano VIII la dedicò il 18 novembre. Sotto papa Chigi, Alessandro VII, fu realizzata la piazza con il colonnato di Bernini che circonda l’obelisco vaticano, testimone della morte dell’apostolo Pietro, della sua sepoltura, della costruzione della prima basilica e della basilica rinascimentale realizzata sulla sua tomba, sotto la grande cupola di Michelangelo.
Guarda le tappe sulla mappa
Incluso nella passeggiata
- Passaporto dell'Apostolo
- Pietruzza benedetta dal Papa
- 8 Tappe da visitare
- Attraversamento dei Fori gratuito
- Assistenza giornaliera nelle tappe prefissate
- Merenda offerta alla fine dell'itinerario
- Passeggiata da ripetere ogni 29 Giugno



























